Questa settimana ho il piacere di recensire una straordinaria poetessa.
Elena sa intessere versi intensi i cui intrecci fanno subito appiglio sul lettore.
Le sue poesie non si leggono semplicemente, ma si assaporano lentamente, quasi come cioccolata fine che raggiunge non solo lo stomaco, ma anche l’anima e il cuore.
Le poesie di questa autrice sono tessuti impreziositi da ricche ed eleganti figure retoriche. Elena ci racconta di amori silenziosi, di quelle incomprensioni tra uomo e donna e i silenzi che si allungano in ombre. Si circonda spesso di albe e tramonti, di paesaggi che metaforicamente rappresentano spesso sorrisi e speranze.
“Tu, mio silenzio” è una poesia che silenziosamente racconta delle sensazioni di una donna innamorata e dei suoi timori, che infine decide d’affidarsi alla speranza.
Nella prima strofa Elena ci parla dell’amore come suo nutrimento e il pensiero vola superando le distanze, in un’attesa/silenzio che la culla. Questa è davvero una delicata e bellissima immagine, come di un fiore che attende un raggio di sole e intanto s’apre per riceverlo.
Nella seconda strofa spunta l’incertezza come spillo a pungerla, ma Elena non dispera e dorme affidando i suoi sogni al cielo nonostante quelle radici che dovrebbero riportarla a terra e che sono sorprendentemente distanti da essa.
Nella terza strofa l’autrice, pur sognando, sa che ci sono dei dubbi che germogliano in lei, in questi semi d’ombra che impazzano nella sua mente.
Ma ecco che nell’ultima strofa sopraggiunge nuovamente la speranza come un sole a sbaragliare tutte le ombre in una timida alba che, nuova e quindi in un vagito, urla e trafigge la neve con un raggio, ovvero un verso.
Elena non so se ho rappresentato una piccola parte di te, so solo che mi incanti, da sempre, è stato amore a prima vista con le tue poesie. Semplicemente so l’effetto che hanno su di me i tuoi versi, sono come un bicchier di vino pregiato che leggermente mi stordisce e mi lascia paga nel gusto che sa fondersi con l’anima.
Sei meravigliosa.
Patrizia
La bellezza femminile si dona al suo passato musicando il suo domani attraverso le sue mani, quelle nodose estensioni di sensualità che scivolano sulla tastiera di un piano. Ed ecco che l'attesa diventa musica, un canto implode nella meraviglia di un sogno, e una pagina di poesia nasce sull'ordire di un sorriso, fra quelle trame di vita che frugano la seduzione di un corpo per farne incanto di pura realtà.
Bravissima Stefy, una poesia da applauso.