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Secondo me
 

mercoledì, 03 febbraio 2010 alle 21:51




Marosi di un'anima

 



 
Sentimenti confusi mi legano.
Ondeggiano,  
oscillano,
barcollano,
si fondono
e diluiscono in me
le ire e rancori
che s’innalzano sul mio cuore
come marosi  indignati.
È così l’anima mia
di mille colori foschi
che si fondono
e schizzano e macchiano
questo giorno nervoso.
Attendo l'arcobaleno...
 

 


 
 
 
 



 
la motivazione di mettere in evidenza il brano selezionato:
  
     
     
 
La profondità dell’anima è paragonabile agli abissi marini. Riesce a contenere una miriade di emozioni e sentimenti, spesso in contrasto. Gioia, dolore, sdegno, ira si mescolano come onde impetuose, e lì, in superficie regnano moti irrefrenabili, i Marosi di un’anima, come li ha definiti la nostra autrice, Gillian56, nel suo brano, premiato dalla Redazione de La Mente e Il Cuore.

L’uso dei verbi: ondeggiano, oscillano, barcollano, rafforza il senso e l’immagine dell’onda, e del suo stato d’animo, che interiormente rimescola sentimenti di indignazione e di stizza. Ore vissute con furia per la nostra brava scrittrice, prive di colori accesi, di quiete, offuscate da sensazioni negative.

che s’innalzano sul mio cuore

In questo efficace passaggio, il lettore ha la netta visione poetica del maroso, che si eleva in tutta la sua potenza, sovrastando il cuore.

Attendo l'arcobaleno...
Gillian, nella splendida chiusa, fa emergere la positività che regna in ognuno di noi, la speranza, e, come i colori dell’arcobaleno che appaiono dopo la tempesta, così ella attende che il tumulto interiore si plachi per poter riabbracciare il sorriso.
Una metafora molto bella e profonda, scritta con semplicità e fluidità, priva di inutili ricercatezze.

Mi complimento con l’autrice per il meritato riconoscimento.
Con stima.
Shayra


 
commento redazionale a cura di  Ultimo0
  



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mercoledì, 03 febbraio 2010 alle 21:50





Tu, mio silenzio

 

Mi nutre il tuo pensiero
respiro che m’invento
silenzio che mi culla
 
Nell’incertezza del mio tempo, dormo
radici appese al cielo
distanti dalla terra.
 
Accolgo nei miei sogni semi d'ombra,
parole senza madre dentro i solchi,
selvagge nella mente.
 
Soccorre il sole sensi in fuga 
vagisce all'alba un verso nella neve.
 

 



 
 



la motivazione di mettere in evidenza il brano selezionato:

     
  

     
Questa settimana ho il piacere di recensire una straordinaria poetessa.
Elena sa intessere versi intensi i cui intrecci fanno subito appiglio sul lettore.
Le sue poesie non si leggono semplicemente, ma si assaporano lentamente, quasi come cioccolata fine che raggiunge non solo lo stomaco, ma anche l’anima e il cuore.
Le poesie di questa autrice sono tessuti impreziositi da ricche ed eleganti figure retoriche. Elena ci racconta di amori silenziosi, di quelle incomprensioni tra uomo e donna e i silenzi che si allungano in ombre. Si circonda spesso di albe e tramonti, di paesaggi che metaforicamente rappresentano spesso sorrisi e speranze.

Tu, mio silenzio” è una poesia che silenziosamente racconta delle sensazioni di una donna innamorata e dei suoi timori, che infine decide d’affidarsi alla speranza.
Nella prima strofa Elena ci parla dell’amore come suo nutrimento e il pensiero vola superando le distanze, in un’attesa/silenzio che la culla. Questa è davvero una delicata e bellissima immagine, come di un fiore che attende un raggio di sole e intanto s’apre per riceverlo.
Nella seconda strofa spunta l’incertezza come spillo a pungerla, ma Elena non dispera e dorme affidando i suoi sogni al cielo nonostante quelle radici che dovrebbero riportarla a terra e che sono sorprendentemente distanti da essa.
Nella terza strofa l’autrice, pur sognando, sa che ci sono dei dubbi che germogliano in lei, in questi semi d’ombra che impazzano nella sua mente.
Ma ecco che nell’ultima strofa sopraggiunge nuovamente la speranza come un sole a sbaragliare tutte le ombre in una timida alba che, nuova e quindi in un vagito, urla e trafigge la neve con un raggio, ovvero un verso.
Elena non so se ho rappresentato una piccola parte di te, so solo che mi incanti, da sempre, è stato amore a prima vista con le tue poesie. Semplicemente so l’effetto che hanno su di me i tuoi versi, sono come un bicchier di vino pregiato che leggermente mi stordisce e mi lascia paga nel gusto che sa fondersi con l’anima.
Sei meravigliosa.


Patrizia

commento redazionale a cura di  patrizia1973
 
 



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mercoledì, 03 febbraio 2010 alle 21:50



è di  maxilpoeta

al brano  " A te"

di  
Stefy71

 

C'è qualcosa di magico in una fotografia, è ascoltarla con la propria anima, tesserla come un mosaico, illuminarla con la profondità del cuore. In questo contesto la bravissima Stefy ha realizzato questa eccellente composizione, un'opera che vede al di la di un semplice sguardo, fra quelle trame d'amore che avvolgono la fragilità di un attimo.
La bellezza femminile si dona al suo passato musicando il suo domani attraverso le sue mani, quelle nodose estensioni di sensualità che scivolano sulla tastiera di un piano. Ed ecco che l'attesa diventa musica, un canto implode nella meraviglia di un sogno, e una pagina di poesia nasce sull'ordire di un sorriso, fra quelle trame di vita che frugano la seduzione di un corpo per farne incanto di pura realtà.

Bravissima Stefy, una poesia da applauso.

 




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